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Sport e disabilità. Mercoledì al Club Velico Crotone la giornata finale di “Veleggiando tra le Emozioni” con Nicole Orlando

Si conclude mercoledì alle 9:00 alla presenza della campionessa Nicole Orlando “Veleggiando tra le Emozioni”, l’ambizioso progetto del Club Velico Crotone, risultato vincitore per la seconda volta, del bando ‘Lo Sport per tutti a scuola’ 2016-2017 per l’avviamento allo sport per studenti con disabilità, lanciato dal Comitato Italiano Paralimpico in accordo con la  Fondazione  Terzo Pilastro “Italia e Mediterraneo”. L’epilogo consisterà in una “veleggiata con percorso a boe”, di fatto una semplicissima regata da disputare in un clima di divertimento che stempera l’agonismo. Nicole Orlando, quattro ori ai Campionati del Mondo di categoria, citata dal presidente della Repubblica Mattarella nel discorso di fine anno come esempio di positività, protagonista del talent show “Ballando con le Stelle”, non solo interverrà per salutare i velisti che si sono impegnati nel percorso ma anche per presentare il suo libro ‘Vietato dire non ce la faccio’.

Responsabile di “Veleggiando tra le Emozioni” è Maria Vittoria Corasaniti, socia del circolo e atleta paralimpica che ha organizzato l’attività con il prezioso ausilio tecnico di Venturino Pugliese e Francesco Cozzolino. L’istituto scolastico ‘IIS Pertini – Santoni’, l’istituto comprensivo ‘A. Rosmini’, l’istituto omnicomprensivo “D. Borrelli” di Santa Severina e Roccabernarda le scuole impegnate in un attività divisa in quattro lezioni teoriche, mirate alla predisposizione dei giovani con disabilità alla navigazione, e in dieci uscite in mare. I ragazzi hanno imparato ad armonizzare il loro movimento con quello del vento e delle onde, hanno acquisito le abilità nautiche fondamentali per riuscire a condurre un’imbarcazione.

“Lo scrittore Alessandro Baricco dice: ‘Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni’ – spiega Maria Vittoria Corasaniti – . E’ proprio vero: il mare non ha barriere e né limiti. Su questi presupposti, abbiamo fatto provare ai ragazzi diversamente abili l’emozione di condurre una barca a vela, di sentirsi liberi, di confrontare con i propri coetanei senza differenze. Non ci sono barriere architettoniche nel mare, non ci sono gradini, il mare restituisce quella dignità che, troppo spesso, nella vita di tutti i giorni viene negata e calpestata. Senza contare quanto la vela rafforzi lo spirito di squadra: la barca si muove solo se tutte le manovre sono compiute al momento giusto da un gruppo che lavora in modo coordinato, come un orchestra”.

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