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Piccole storie di sport dalla Calabria/2 – Demetrio

Letta la storia di Alessandro? Entrati per un minuto nella vita di questo velista di 11 anni veloce come un missile che il treno a nafta che collega Catanzaro a Crotone non riesce a rallentare? Bene. Ce n’è un’altra. Prendetevi un altro minuto.

Il ragazzo nella foto si chiama Demetrio, ha 15 anni, fa il secondo anno del Liceo Scientifico di Crotone dove ha chiuso il primo quadrimestre con tutti 8 e un bel 9 in matematica, che in quelle aule non è esattamente come fare una passeggiata.

Demetrio va in barca da quando aveva 8 anni. E nell’Optimist, la barca dei bambini e della prima adolescenza, ha vinto tutto, raccogliendo trofei dal Lago di Garda al Lago di Como, da Cervia a Malta, da Pescara a Reggio Calabria a Crotone, casa sua. Ha persino sfiorato una medaglia ai Campionati del Mondo in Polonia e acciuffato il bronzo a squadre.

No, non è figlio di yachtman. Il papà viene da un paesino di quattromila anime a cinquecentro metri d’altezza fra Sibari e Cosenza. E, più che in barca, va in auto su e giù per l’Italia per svolgere il suo lavoro di consulente aziendale, non semplice di questi tempi.

Quindi è lui (insieme alla sorellina), Demetrio, il navigatore della famiglia. Ora è salito su un’altra barca, il 420 (che prende il nome dalla misura dello scafo), che stavolta richiede un equipaggio. Demetrio l’ha coraggiosamente formato con Gabriele, un atleta di Roma, l’equipaggio. Forte della sua passione, ha seguito l’istinto e ha accettato anche lui la sfida del ‘pendolarismo’ della vela.

Ha visto giusto, come quando, sul campo di regata, ancora bambino fiutava la raffica a distanza: alla regata di Pasqua, a Cagliari, ha vinto l’argento under 17 dopo aver guidato per due giorni anche la classifica assoluta.

Ma per quel podio ha dovuto percorrere strade, cieli, binari per migliaia di chilometri e, solo alla fine, le miglia che servivano. Sì, perchè Demetrio il venerdì, quasi tutti i venerdì prende un aereo da Lamezia con lo zaino della vela e quello della scuola, viaggia coi libri sulle gambe, arriva a Roma, sale sul trenino, va fino a casa di un compagno o dell’allenatore, dorme lì, poi via in barca fino a domenica, quando tocca ritornare… Ogni tanto, mentre attende l’imbarco, trova il tempo per scrivere un post su quanto gli piace quello che fa, evidentemente senza avvertire il peso di quello fa.

Continuerà, non dubitate. E’ serio, meticoloso, attento, oltre che formidabile in barca. E, per senso di appartenenza e garbo, corre ancora per la sua città, Crotone, e per il suo ‘vecchio’ circolo, che lo sente e lo sentirà figlio suo ovunque vada. Ovunque arrivi. Perchè arriverà, statene certi. E il 2024 non è poi così lontano.

 

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